
L’epoca di Reid segna indelebilmente la storia di Ravello che si intreccia con quella di Villa Rufolo e dei suoi giardini, per fondersi in un unicum di eccellenza nel panorama paesaggistico e naturale del Mezzogiorno. Attratto dal clima mite e dalla bellezza del luogo Nevile Reid elesse Villa Rufolo a sua dimora estiva impreziosendola di una ricchissima varietà di piante esotiche. È in questa fase che, nel maggio del 1880, si colloca la venuta di Wagner a Ravello. All’opera di Reid si deve il giardino che colpisce Wagner e grazie al quale Ravello si riscopre “Città della musica”. Un susseguirsi virtuoso di eventi senza i quali Ravello sarebbe sicuramente diversa.
I giardini del Belvedere, assieme al Chiostro, sono i luoghi più famosi del complesso monumentale e assieme al panorama visibile da Villa Rufolo, con le celeberrime cupole dell’Annunziata ed il pino, sono diventati la vera icona di Ravello nel mondo capace di attrarre turisti e personaggi da ogni latitudine. Dal 1100 ad oggi è stato un susseguirsi continuo, per quanto a volte fortuito, di circostanze che hanno determinato la fortuna costante e duratura nel tempo di Ravello. Oggi, quel consistente patrimonio di palazzi importanti, si è ridotto al solo Palazzo Rufolo, sontuosamente ribattezzato in epoca moderna Villa, residuando gli altri a ruderi, o a sfarzosi alberghi ampiamente rimaneggiati e distanti dalle originarie fattezze architetturali. Questa la sintesi magica di un luogo, di un millennio, di un palazzo e la sua storia: Palazzo de Rufuli
