Oscar Niemeyer, a 10 anni dalla scomparsa del padre dell’Auditorium

Quando morì, il 5 dicembre 2012, Oscar Niemeyer aveva 25 progetti in corso.

Il 15 dicembre avrebbe compiuto 105 anni. Basterebbe questo dettaglio per spiegare quanto sia stata piena la vita personale e professionale di uno dei più grandi maestri dell’architettura mondiale.

Niemeyer era convinto che l’architettura non cambiasse le cose ma contribuisse al cambiamento. In Italia, ha firmato quattro interventi. Di questi i più noti sono senza dubbio la sede della Mondadori editore a Segrate e l’Auditorium di Ravello.

“Iniziando i disegni del progetto, ho subito sentito che questa non era un’opera facile da progettare”,

spiegò il maestro in una delle sue note che così definiva il progetto: “… creare un complesso non costoso, semplice ed ardito, capace di inserirsi nel paesaggio ravellese come un segno inconfondibile ma non dissonante… esso lancerà un richiamo intenso ed amichevole per chiunque guarderà Ravello da lontano”.

Dopo anni di dibattiti e contenziosi, il 23 ottobre 2006 cominciarono finalmente i lavori che, in soli tre anni, consegnarono alla collettività la struttura.

La Fondazione Ravello, da sempre sostenitrice di quel progetto, ringrazia il Maestro per quel gesto di generosità che ha arricchito con una perla di architettura contemporanea lo già straordinario patrimonio artistico della “Città della Musica.

Il gioiello prediletto di Ravello

Villa Rufolo

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