Maurizio Pollini a Ravello, un concerto che resterà nella storia del Festival

In una recente intervista Maurizio Pollini, parlando del suo concerto al Ravello Festival, ha ammesso che “II luogo può influenzare un’esibizione, a volte davanti a certi panorami possono scattare dei meccanismi misteriosi”. E a Ravello, nelle sale di Villa Rufolo, il maestro ha passato un’intera giornata a studiare e a preparare l’esibizione che stasera lo ha visto protagonista all’Auditorium Oscar Niemeyer. Il meccanismo sembra essere scattato in questa sua prima assoluta nella Città della Musica. Pollini, nel programma scelto, centrato su due musicisti, Shumann e Chopin, che da sempre rappresentano i suoi maggiori interessi, ha regalato a Ravello e al suo pubblico una di quelle serate che restano nella storia di un Festival. Concerto diviso in due parti con la prima dedicata a Shumann, Arabesque in do maggiore, op.18; Allegro in si minore per pianoforte, op.8; Fantasia in do maggiore per pianoforte, op.17; nella seconda spazio alla Sonata n.2 in si bemolle minore per pianoforte op.35; al Berceuse in re bemolle maggiore per pianoforte, op.57 e alla Polacca in la bemolle maggiore per pianoforte, op.53 «Eroica» di Chopin. Nel religioso silenzio dell’Auditorium, il maestro abbracciato dal pubblico ha fuso, in una interpretazione sublime, gli aspetti intimi e passionali con il rigore e la perfezione della forma in un fluire di emozioni che hanno raggiunto in tutta la loro forza il pubblico.

Sentendo suonare Pollini, che a gennaio compirà 80 anni, viene da chiedersi quale sia l’elisir, la ricetta, per sconfiggere l’incedere del tempo. La risposta l’ha data ancora una volta il Maestro in occasione di uno scorso compleanno: “La musica. – ha risposto senza indugi – Suonare ogni giorno per ore e ore è meglio che andare in palestra: tiene desto il cervello, agili le mani. Alla tastiera i dolori passano, si dimenticano gli anni, i malumori. Soli con la musica, dentro la musica, il tempo si ferma. A volte persino va indietro, si torna ragazzi”.

Gli applausi scroscianti di Ravello ad ogni pagina sono stati il tributo ad un ragazzo divenuto una delle leggende della musica di tutti i tempi. (ph Pino Izzo)

 

Mostra in corso

In collaborazione con Galleria Lia Rumma

William Kentridge

Una mostra di opere di un artista per il quale musica, teatro e immagine sono parti di un unico processo creativo

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