Lunghissimi applausi hanno salutato questa sera sul Belvedere di Villa Rufolo il concerto di John Eliot Gardiner alla guida di The Constellation Choir and Orchestra, con un programma per il Ravello Festival che ha messo in relazione due grandi pagine del Romanticismo tedesco.
Ad aprire il concerto lo “Schicksalslied” op. 54 di Brahms, composto sui versi di Friedrich Hölderlin: nel dialogo tra coro e orchestra, la dimensione ideale del mondo divino si confronta con l’inquietudine della condizione umana, fino a un epilogo affidato alla sola orchestra.
A seguire, la Sinfonia n. 2 op. 52 “Lobgesang” di Mendelssohn, concepita come una grande “Sinfonia-cantata”, in cui la forma sinfonica si apre progressivamente al canto. Le parti solistiche sono state affidate ai soprani Hilary Cronin e Samantha Cobb e al tenore Jonathan Hanley.
Due opere che, in modi differenti, raccolgono l’eredità della Nona Sinfonia di Beethoven e si interrogano sul rapporto tra forma sinfonica e scrittura corale, accompagnando il pubblico al tramonto sulla Costiera Amalfitana.
L’entusiasmo del pubblico è stato ricambiato dall’esecuzione, come bis, del “Geistliches Lied” op 30 di Brahms, un momento emozionante enfatizzato anche dall’apparire della luna.