Il Ravello Festival accoglie uno degli appuntamenti più significativi del progetto The Wagner Cycles, ideato dai Dresdner Musikfestspiele sotto la guida artistica di Kent Nagano e Jan Vogler. L’iniziativa rilegge la tetralogia wagneriana nel contesto della sua epoca, alla luce della ricerca musicologica e della prassi esecutiva storicamente informata.
Ultima giornata del Ring des Nibelungen, Götterdämmerung porta a compimento il grande arco mitico e drammatico della tetralogia. La partitura, completata da Wagner nel 1874, conduce il mondo degli dèi, degli eroi e degli uomini verso una crisi irreversibile, in cui il destino individuale si intreccia alla dissoluzione di un intero ordine cosmico.
Il legame tra Wagner e Ravello conferisce all’appuntamento un valore particolare. Il compositore visitò Villa Rufolo nel 1880 e ne rimase profondamente colpito; la tradizione associa il giardino della villa all’immaginario del giardino incantato di Klingsor nel Parsifal. Da questo incontro nasce uno dei nuclei simbolici più forti della storia musicale di Ravello.
Il Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln affrontano Wagner secondo una prospettiva storicamente informata, con attenzione agli strumenti, all’accordatura e alle prassi esecutive della seconda metà dell’Ottocento. In questa cornice, la direzione di Kent Nagano mira a far emergere non solo la monumentalità del dramma wagneriano, ma anche la trasparenza della scrittura orchestrale e la complessità dei rapporti tra parola, gesto teatrale e colore strumentale.
Il Prologo si apre con la scena delle tre Norne, custodi della memoria e del destino, il cui filo si spezza annunciando la fine imminente. Segue il commiato tra Brünnhilde e Siegfried, momento di forte intensità lirica prima che l’eroe si avvii verso il mondo dei Ghibicunghi. Nel Primo Atto, alla corte di Gunther, Gutrune e Hagen, la pozione dell’oblio cancella in Siegfried il ricordo di Brünnhilde e avvia la catena di inganni che condurrà alla catastrofe conclusiva del Ring.